Cannibal
Holocaust
Definire
"Cannibal Holocaust" un cannibal movie è sicuramente
erroneo. "Cannibal Holocaust" è il cannibal
movie. La pellicola di Deodato colpisce allo stomaco e al cuore
come nessun altro film del genere è mai riuscito a fare.
Indipendentemente dalle stracitate scene gore, il film poggia
su di una solidissima storia e su di un'azzeccatissima colonna
sonora che lo discosta da tutti gli altri esempi del filone. La
trama è semplice ma geniale. Il professor Monroe, noto
antropologo, si reca nella foresta amazzonica per cercare quattro
documentaristi scomparsi mesi prima nel mezzo di un reportage.
Durante le ricerche nella giungla Monroe scopre che i reporter
sono stati trucidati dai cannibali, quindi, tornato a New York
con le bobine da loro filmate, viene a conoscenza dell'orrenda
verità: i documentaristi non trovando abbastanza materiale
shocking hanno ricreato situazioni brutali a spese dei selvaggi,
causandone la loro rivolta. Il film è una sorta di esempio
di come gli uomini cosiddetti civili possano essere più
brutali e violenti dei selvaggi stessi. Tesi che emerge contrapponendo
il comportamento degli indigeni nella prima parte della pellicola
(impauriti, quasi docili e disponibili) con quello della fine
del film (violenti, arrabbiati e senza pietà). L'idea venne
a Deodato, stanco di vedere immagini raccapriccianti al telegiornale
filmate da giornalisti senza scrupoli.
Il film venne portato a termine in sei settimane, cinque delle
quali nella giungla e una tra New York e Roma. La realizzazione
nell'isola colombiana di Leticia fu quantomeno problematica. Tutti
gli spostamenti della troupe avvenivano a bordo di canoe, attraversando
in lungo e in largo il temibilissimo Rio delle Amazzoni. L'opera
fu molto curata a livello tecnico. Deodato stesso rovinò
le pellicole girate dai reporter per farle sembrare autentiche.
La famigerata scena della donna impalata fu realizzata tagliando
il palo in due e infilando un'estremità a terra e l'altra
in bocca alla comparsa. Nell'estremità inferiore venne
conficcato un sellino di una bicicletta con una sbarra di ferro
sul retro. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Di
certo un altro aspetto fondamentale fu il commento sonoro di Riz
Ortolani, scelto dal regista memore dei brani da lui composti
per "Mondo Cane". La musica diventa filo conduttore
del film contrapponendosi nettamente con le immagini crude che
sfilano sullo schermo. Lo spettatore è stordito, coinvolto
e intrappolato dal connubio che si crea tra le due componenti.
Premesso questo si può iniziare a parlare del gore. "Cannibal
Holocaust" è uno dei più violenti film mai
realizzati. Sangue e interiora compaiono di continuo per tutta
la pellicola come una sorta di vero e proprio olocausto che si
abbatte su tutti gli esseri viventi in maniera indiscriminata.
Dalle violenze sceniche ai danni degli attori (gambe mozzate,
feti sepolti, stupri, ecc.) a quelle reali sugli animali. Queste
ultime (in particolare l'uccisone della testuggine) sono rimaste
nell'immaginario collettivo più di ogni altra cosa nel
film. Deodato disse in merito che lui non ebbe problemi a girare
queste scene perché abituato ad assistere all'uccisione
di conigli e maiali nella fattoria del nonno.
Oltre a questo sostenne che la testuggine fu realmente mangiata
come solitamente accadeva da quelle parti. Il film subì
aspre censure in molti stati e in Italia fu addirittura ritirato,
anche perché inizialmente vennero spacciate per vere le
immagini riprese dai reporter al fine di accrescere l'impatto
sul pubblico. A questo proposito agli attori fu chiesto di sparire
per un anno dalla circolazione in modo da alimentare la veridicità
della vicenda. Il patto non fu rispettato perché Deodato
stesso richiamò il cast in tribunale per difendersi dalle
accuse di omicidio. Parte della troupe subì multe e sanzioni
che arrivarono in alcuni casi anche alla detenzione. Deodato dovette
anche produrre prove a dimostrazione che la scena della donna
impalata era frutto di un effetto scenico e quindi non reale.
Come se non bastasse il regista si procurò una pessima
fama che lo tenne lontano dalla cinepresa per un lunghissimo periodo.
Adesso a distanza di anni il film è diventato un vero e
proprio cult movie e le varie traversie giudiziarie sono solo
un lontano ricordo. A Deodato fu anche proposto un seguito di
"Cannibal Holocaust" ma lui impegnato con "Inferno
in diretta" e non contento del salario propostogli declinò
l'offerta.
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