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Il declino


Dopo il periodo d'oro, iniziato alla fine degli anni '50 e proseguito per tutti gli anni '60, la Hammer imboccò, nei primi anni '70 la via di un lento ma inesorabile declino, dal quale, purtroppo non riuscì più a rialzarsi. Qualche produzione sbagliata, la morte di qualche collaboratore importante (Terence Fisher, su tutti), il successo ottenuto da alcuni giovani registi horror americani che proponevano idee più fresche, che usavano effetti speciali più elaborati e sanguinolenti (molto più costosi di quelli classici Hammer), immagini più truci, dialoghi più crudi... tutto ciò contribuì alla crisi dei piccoli studi inglesi. Le produzioni diminuirono rapidamente di numero (ed anche di qualità, per la verità), e la Hammer si rifugiò sempre più nel meno costoso mercato della produzione seriale televisiva ("Journey to the unknown", "Hammer house of horror","Hammer house of mistery") per salvare la "pellaccia".... ma, purtroppo, ciò non bastò, la Hammer arrivò sull'orlo del lastrico alla fine degli anni '70, resistette boccheggiando ancora per qualche tempo, ma poi chiuse definitivamente i battenti. Un tipico prodotto frutto della crisi Hammer di quei tempi fu "La leggenda dei sette vampiri d'oro" ("The legend of the seven golden vampires" 1974), di Roy Ward Baker, tentativo (alquanto maldestro, invero) di mischiare la tradizione horror inglese con i film di arti marziali che stavano conoscendo un momento di grande splendore. Prodotti come questo finirono per allontanare anche i più accaniti fans della Hammer dai botteghini, anche se, a posteriori, si può dire che al di là dell'ingenuità del soggetto e dopo aver superato il terrificante impatto iniziale, vedere Dracula che combatte come Bruce Lee può essere anche divertente... Nel 1975, per la prima volta da anni, la Hammer non presentò al botteghino alcun film, nel 1976, dopo un lungo e complesso periodo di gestazione, durato circa un anno, presentò il suo ultimo horror ("To the devil... a daughter"), quasi ignorato dal pubblico, e nel 1979 distribuì il suo ultimo film per il grande schermo: "Il mistero della signora scomparsa" ("The lady vanishes"), remake di "La signora scompare" di Hitchcock (1938), ispirato ad un racconto di E.L. White. Quest'ultimo film, interpretato da Elliott Gould e Angela Lansbury, avrebbe dovuto segnare il rilancio Hammer sul terreno del giallo classico, ma finì invece per affondare ulteriormente la casa inglese, rimanendo scottato dal confronto con l'originale e dalle critiche dei puristi (hitchcockiani ed hammeriani). Bisogna pur dire, però, che, rivisto oggi, "Il mistero della signora scomparsa" non risulta disprezzabile come ritenevano i suoi detrattori all'epoca dell'uscita, ed è un onorevole commiato dei gloriosi produttori della casa del "martello"...

Lo stile Hammer

I prodotti della Hammer Film erano caratterizzati da una produzione a basso costo, ma spesso ottenevano un enorme successo. Ed è forse questo l'aspetto più straordinario della piccola casa inglese, che la rese un modello da imitare da parte di tutti i produttori cinematografici dell'epoca, senza contare, poi, che la squadra della Hammer annoverava tra i suoi collaboratori (registi, sceneggiatori, direttori della fotografia e truccatori) gente che conosceva molto bene il proprio mestiere. Infatti, gran parte dei film furono diretti , fin dall'inizio dell'avventura, da un regista come Terence Fisher e sceneggiati, spesso, da Jimmy Sangster, agli effetti sonori, alla fotografia ed agli effetti speciali di molte pellicole vi erano, rispettivamente, degli straordinari artigiani come James Bernard, Arthur Grant e Phil Leakey, i quali, nonostante budget minuscoli, con la loro capacità e fantasia, riuscivano a creare effetti che nulla avevano da invidiare ai grandi kolossal hollywoodiani. Simbolo evidente del motto della Hammer "Basso Costo, Grossi Brividi" può essere considerata la famosa "casa grondante sangue", ovvero la Casa di Bray, vicino Windsor, dalla architettura tipicamente gotica, con torri, merletti, enormi finestre e mille decorazioni, che veniva utilizzata indifferentemente come sede produttiva della Hammer e come scenografia di molti film, trasformandosi in un batter d'occhio da castello di Dracula a dimora del barone Frankenstein. La Hammer era una squadra composta da grandi artigiani, sì, ma anche da grandi attori, quali Peter Cushing e Christopher Lee, entrambi legati indissolubilmente ai personaggi che interpretarono nelle due serie di Dracula e Frankenstein. Peter Cushing, nato nel 1913, reduce da una carriera teatrale non molto gratificante approdò alla Hammer Film fin dai primi tempi della sua avventura ed esordì, assieme a Lee, nel film "The Curse of Frankenstein", recitando la parte del barone, ma la sua figura rimarrà per sempre legata al personaggio di Van Helsing, l'antagonista del conte Dracula. Per questo motivo il pubblico identificherà sempre "il gentleman dell'orrore" come l'incarnazione delle Forze del Bene. Cushing è scomparso recentemente, nel 1994. Christopher Lee, nato nel 1922, è sicuramente il Dracula più conosciuto della storia del cinema, assieme a Bela Lugosi. Come detto, Lee arrivò alla Hammer Film nel 1957 dopo aver fatto diversi lavori, tra cui anche il mimo, ed esordì nel ruolo del mostro di Frankenstein. Al contrario di Cushing, Lee rappresentò nei vari film della Hammer, e non solo, le Forze del Male, da personaggi seriali come Dracula e Frankenstein a "mostri" occasionali, con l'eccezione del film "The Devil Rides Out", in cui interpretò il ruolo dell'eroe positivo.

 

Il futuro della Hammer

La produzione di film d'orrore moderni continua ad essere in debito nei confronti della casa inglese da oltre quarant'anni, direttamente od indirettamente (per esempio di recente, "Dracula di Bram Stoker" di Coppola, ma anche "Il mistero di Sleepy Hollow" di Tim Burton, che è un vero e proprio omaggio alla Hammer). E' chiaro che il marchio Hammer aveva (ed ha tuttora) un tale valore storico che farlo sparire sarebbe stato un grosso errore, ed infatti, dopo la crisi degli anni '80, il marchio non scomparì del tutto, ma passò di mano in mano per essere sfruttato per ragioni unicamente commerciali. Tutto ciò finchè, all'inizio del 2000, un gruppo guidato da Larry Chrisfield (ex presidente della Ernst & Young's Entertainment and Media Group) ha deciso di assorbire la denominazione Hammer ed ha assunto il nome di "Hammer Entertainment Ltd". I progetti fatti dagli investitori al momento dell'acquisizione del marchio sono sembrati interessanti, ma nessuno ci credeva molto, infatti, per lungo tempo, la nuova Hammer si è limitata a curare la riedizione (in Inghilterra) di alcune vecchie produzioni difficili da reperire, alla rimasterizzazione su supporto ottico (DVD) di vecchi successi, alla vendita di gadgets, alla organizzazione di manifestazioni e convegni cinematografici... ma, poco tempo fa, la svolta... la press release pubblicata dai nuovi vertici della casa inglese recitava: "...Hammer Entertainment Ltd and FirstSight Films Ltd are to develop and produce a slate of six feature films in the horror genre..." Incredibile, dopo un accordo con Charles Sturridge, presidente della FirstSight, piccolo studio di produzione e distribuzione cinematografica e televisiva, la nuova Hammer ha annunciato l'inizio della produzione di sei nuovi film in tempi brevi. I bellicosi responsabili del progetto dicono che le loro produzioni non avranno nulla da invidiare, per qualità ed impegno finanziario, a nessun altro film, europeo od americano che sia. I responsabili del progetto saranno Terry Ilott e Peter Naish per la Hammer e Francesca Barra e Selwyn Roberts, insieme allo stesso Sturridge, per la FirstSight. Tra meno di un anno potrebbe essere distribuito il loro primo film... speriamo che il buon nome della Hammer sia in buone mani...

 

Per saperne di più

Ecco alcune fonti che potrebbero essere utili a chi avesse intenzione di approfondire le sue conoscenze sulla Hammer:

Bibliografia

Hammer Films: An exhaustive filmography di Tom Johnson e Deborah Del Vecchio. Pubblicato in Inghilterra da McFarland nel 1996.

Greasepaint and Gore: The Hammer Monsters of Roy Ashton di Bruce Sachs e Russell Wall. Tomahawk Press, 1998.

Hammer House of Horror di Howard Maxford. Batsford, 1996

The Hammer Story di Marcus Hearn, Alan Barnes. Titan Books, 1998.

Do You Want It Good or Tuesday? From Hammer Films to Hollywood!: A Life in the Movies: An Autobiography di Jimmy Sangster. Midnight Marquee, 1997.

A Hammier Horror Double Bill di Phil Alexander. New Millennium, 1997.

Hammer Horror 2 di Phil Alexander. New Millennium, 1997.

Michael Ripper Unmasked di Derek Pykett. Midnight Marquee Press Inc, 1999.

Internet

www.hammerbooks.net - Se volete comprare i libri segnalati sopra, e molti altri dedicati alla Hammer, questo è il posto giusto.

www.hammerfilms.com - Il sito ufficiale della Nuova Hammer

http://www.graveyard.ndirect.co.uk/ - A mio parere il miglior sito dedicato alla Hammer.

Ringraziamenti

Un ringraziamento a tutti coloro che, direttamente od indirettamente mi hanno dato le informazioni necessarie alla stesura di questo articolo: Cristian Filagrossi, Dente di Fata, Henrik Larsen, Phil Alexander, Mick Nash, William Armstrong, Tom Johnson e Deborah Del Vecchio. Grazie anche a Enrique Carreras e Will Hinds, i fondatori della Hammer, ai loro eredi James e Michael Carreras, a Terence Fisher, Peter Cushing, Christopher Lee, Michael Ripper, Jimmy Sangster, John Elder, Val Guest e a tutti coloro che resero grande la Hammer.

 

 

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