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La
storia di quella che sarebbe diventata una delle più amate case di produzione
alternative della cinematografia europea ebbe inizio nel 1935, quando
Enrique Carreras e Will Hinds, fondarono la Hammer Film, anche se la nascita
ufficiale della Hammer è da posticipare al 1949, anno nel quale il marchio
fu depositato al registro delle imprese inglesi. I due fondatori della
Hammer erano accomunati da una grande ma sfortunata intraprendenza. Carreras,
infatti, era un immigrato spagnolo che, arrivato in Inghilterra, era stato
coinvolto in alcuni sfortunati affari, tra i quali il lancio di un dentifricio,
che lo avevano portato letteralmente sul lastrico, Will Hinds, invece,
dirigeva ed interpretava (con lo pseudonimo "premonitore" di Will Hammer)
piccole commedie in teatrini di periferia. L'incontro tra il genio di
questi due uomini era destinato a cambiar loro la vita, e contemporaneamente
anche la storia stessa del cinema horror. Stranamente, però, le prime
produzioni Hammer non furono nè horror, nè thriller, ma in prevalenza
commedie, almeno fino alla stagione cinematografica 1954/55, quando la
Hammer Film, decisa a dare una svolta importante alla propria storia,
decise di produrre, con un budget stringatissimo, il fanta-horror "Quatermass
and the X-periment" (in italiano "L'astronave atomica del dottor Quatermass")
diretto e sceneggiato (con Richard Landau) dal giovane regista Val Guest
e ispirato ad un serial della BBC scritto da Nigel Kneale. Per la verità
il primo incontro della Hammer con la fantascienza non avvenne con Quatermass,
ma c'era stato già qualche anno prima (1953), ma il film di Terence Fisher
"Four-sided triangle" era passato quasi inosservato, invece il film di
Val Guest, inserito con poca convinzione nel listino fece registrare incassi
straordinari, salvando le disastrate finanze della piccola casa di produzione
di Bray. Questo inaspettato avvenimento convinse Carreras e Hinds a proseguire
su quella via, e fu subito avviata la produzione dell'inevitabile seguito
delle avventure del dottor Quatermass ("Quatermass 2" ossia "I vampiri
dello spazio") e, soprattutto, X-The Unknown ("X-Contro il centro atomico"),
che segnò l'esordio alla sceneggiatura del diciottenne Jimmy Sangster,
uno dei più prolifici e fedeli collaboratori della Hammer nel corso della
sua storia. Nel contempo la Hammer ottenne dalla Universal i diritti sul
personaggio di Frankenstein, che aveva avuto molto successo negli anni
trenta, ma era stato abbandonato dai produttori americani da parecchio
tempo. L' acquisizione dei diritti sul personaggio ideato da Mary Shelley
ebbe come risultato immediato l'uscita del film "The Curse of Frankenstein"
("La maschera di Frankenstein", 1957) diretto da un regista già abbastanza
noto al pubblico, che già aveva collaborato con la Hammer, ma che mai
si era cimentato prima con il genere horror; Terence Fisher, che era destinato
a diventare il regista di punta degli studi inglesi. Le nuove produzioni
Hammer ebbero anch'esse grande successo, ed aprirono la strada ad un nuovo
accordo con i rivali/collaboratori della Universal per le acquisizioni
dei diritti sui personaggi di Dracula, la Mummia, l'Uomo Lupo e il Fantasma
dell'opera. Gran parte delle produzioni Hammer fu ispirata a personaggi
di origine letteraria, oltre a quelli già citati, ad esempio, furono sfruttati
il Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle e il Dottor Jekyll e Mr Hyde
di Robert Louis Stevenson, ma in realtà gran parte della produzione degli
studi inglesi fu incentrata sui due personaggi creati dalle penne di Bram
Stoker e Mary Shelley.
Il periodo d'oro Dracula
e Frankenstein
E'
inevitabile fare un confronto tra i Dracula e Frankenstein hammeriani
e quelli della Universal. Per quanto riguarda il secondo, l'assoluto protagonista
dei film della casa americana era il mostro, reso brillantemente da Boris
Karloff, invece nelle pellicole Hammer l'attenzione maggiore venne dirottata
verso la figura del barone tedesco, interpretato da Peter Cushing. Tale
interpretazione era più fedele al testo originale rispetto a quella della
Universal, così come il trucco del mostro era più simile alle indicazioni
di Mary Shelley, anche se risultava sicuramente meno impressionante (tale
scelta fu causata anche da problemi di copyright con la Universal). Decisamente
originale invece era la connotazione del tutto negativa data alla figura
del barone, mentre il mostro era visto quasi come una sua vittima. La
serie sul barone Frankenstein ed il mostro da lui creato unendo organi
ed arti di cadaveri contò, alla fine, ben sette film: al già citato "The
Curse of Frankenstein" fecero seguito "The Revenge of Frankenstein" (1958),
"The Evil of Frankenstein" (1964), "Frankenstein Created Woman" (1967),
"Frankenstein Must Be Destroyed" (1969), "The Horror of Frankenstein"
(1970), fino all'ultimo "Frankenstein and the Monster from Hell" (1973).
Il mito della Hammer rimane però tuttora legato soprattutto a Dracula,
il personaggio creato da Bram Stoker era stato già interpretato per la
Universal da Bela Lugosi, con grande successo, ma la versione americana
di questo romanzo era molto più sobria di quella che realizzò per la Hammer
Terence Fisher nel 1958, su sceneggiatura di Jimmy Sangster. Il conte
hammeriano era una figura decisamente più elaborata e raffinata di quella
disegnata da Tod Browning nel 1931, ed il sottofondo erotico presente
nel testo di Stoker assumeva una importanza decisamente più ampia che
nella produzione Universal. Christopher Lee, interprete del film, era
un Dracula sensuale ed affascinante, tanto che lo stesso morso del vampiro,
sempre mostrato in primo piano, perdeva la sua carica drammatica per assumerne
una più sensuale, le vittime del vampiro sembravano godere di un sottile
piacere proibito, seppur doloroso. Tutto ciò, unito alla atmosfera dell'Inghilterra
Vittoriana nella quale erano ambientate le pellicole Hammer, all'uso di
colori intensi, con prevalenza del rosso (il colore del sangue...), ai
sottili ed affilatissimi canini dei vampiri, ed a una serie infinita di
brillanti invenzioni degli sceneggiatori, fecero del Dracula della Hammer
un grande successo, destinato a protrarsi a lungo nel tempo. Il conte
Dracula, infatti, fu protagonista di ben sedici film prodotti dagli studi
inglesi e la figura disegnata dallo staff Hammer diventò la pietra di
paragone obbligatoria per tutti coloro che in seguito decisero di confrontarsi
con Dracula o con il vampirismo in generale.
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