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E' con grande emozione che ACTARUS si appresta a presentarvi un periodo cinematografico che vide i suoi fasti all'incirca per un decennio, a partire dagli inizi degli anni 70, e che viene ricordato come il genere della COMMEDIA SEXY ALL'ITALIANA. In quegli anni il cinema Italiano non navigava proprio in buone acque, bensì stava vivendo una profonda crisi d'identità. L'influenza del cinema made in USA, con i suoi strepitosi incassi al botteghino, si faceva sentire molto pesantemente, e spesso infatti, i prodotti nostrani dell'epoca altro non erano che delle pallide imitazioni. Naturalmente il mio discorso è da attribuire alla più generica delle interpretazioni, in quanto non dimentichiamo che un personaggio del calibro di Sergio Leone, attinse a piene mani da un tipico filone a Stelle e Striscie come il Western, creando un prodotto totalmente innovativo e originale, noto come lo Spaghetti Western. Un altro importante elemento di spicco della nostra cinematografia è Dario Argento, il quale, rifacendosi alle già conosciute tematiche dell'Horror d'Oltreoceano, creò un vero e proprio marchio di fabbrica inconfondibile, per il quale lo stesso Hitchcock rimase estasiato. La Commedia Sexy invece è un filone assolutamente originale, slegato da qualsiasi influenza estera: un prodotto Italiano D.O.C. Luoghi, circostanze, situazioni, qui tutto è preso dalla nostra cultura, così come tipicamente italiana è la componente erotica trattata. Il meccanismo che rese celebre questo filone è tanto semplice quanto efficace: riportare su schermo l'immaginario erotico collettivo dell'italiano medio. Niente superpupe dalla bellezza irraggiungibile, quasi irreale; in queste pellicole la donna ha le forme della vicina della porta accanto, della maestrina di scuola, della vigilessa, di quello stereotipo insomma, tratto direttamente dai sogni e dalle piccanti fantasie del maschio latino. Quest'ultimo poi svolge il ruolo di vittima della donna, vista sempre inizialmente come quasi inconsapevole del fascino e della procacità che le appartiene, ma che alla fine diventa sempre colei che tiene in mano le regole del gioco, un gioco dove sono sempre gli uomini a capitolare. La semplicità di queste commedie anche a livello di trama, avrebbe rischiato di rendere questi film uno identico all'altro, ma ecco che in questi casi entrava in campo l'arte dell'improvvisazione dei comici: i copioni erano così ridotti all'osso, che il regista il più delle volte affidava tutto all'estro istrionico dei vari Banfi, Vitali ecc. Senza di loro questo genere non sarebbe mai stato così prolifico e popolare. Ma ecco arrivare i primi degli anni 80, e con loro arriva anche la fine di questo filone cinematografico. Ormai nelle sale era giunto il porno, e le ingenue scene della splendida Edwige che si faceva la doccia non facevano più effetto. Purtroppo la Commedia Sexy, così come i suoi protagonisti, sono sempre stati etichettati come cinema di serie B, di livello inferiore rispetto al resto. Uno dei peggiori difetti di noi italiani è quello di non saper apprezzare a sufficienza i talenti di casa nostra, osannando invece qualsiasi prodotto propinatoci dall'estero. Ricordiamo che persino il grandissimo TOTO' ai suoi tempi veniva considerato un attoruncolo di poco conto, e i suoi film erano giudicati volgari e grossolani. Solo dopo la sua morte si comprese la maestosità di quest'uomo, e adesso i suoi film sono riconosciuti all'unanimità come dei capolavori. Lungi da me qualsiasi paragone con il principe De Curtis, ma è ora che si renda finalmente omaggio ad un periodo cinematografico unico, che vide come protagonisti degli straordinari mattatori.
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