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Dettagli
Tecnici Robot:
Altezza:
30 m
Peso:
28 tonnellate
Potenza:
18000000 hp
Velocità:
700 Kmh
Velocità
in volo: Mach 7
Velocità
in Acqua: 35 Nodi
Elevazione:
950 M
Lega
Metallica: Gren, materiale indistruttibile
di origine aliena
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Titolo
Originale: Ufo Robot Grendizer
Produzione:
© 1975 Go Nagai/Dynamic Planning Inc./Toei Animation
Numero
Episodi: 74 (di cui 3 mai trasmessi)
Elenco
Episodi:
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QUI
Anno
Messa in Onda in Giappone: dal 5 ottobre 1975
al 27 febbraio 1977
Anno
Messa in Onda in Italia: 4 aprile 1978 su
RAI 2, poi ritrasmesso con scadenza irregolare in varie emittenti
private
Ideatore:
Go
Nagai (clicca sul nome per leggere la Biografia dell'autore)
Regia:
Osamu Kasai, Masayuki Akemi
Animazioni:
Kazuo Komatsubara,Tadanao Tsuji
Musiche:
Shunsuke Kikuchi, Chumei Watanabe
La
Storia: Ci troviamo nella nebulosa di Vega,
raggruppamento di corpi celesti lontano anni luce dal nostro sistema
solare. Qui esiste una piccola stella di nome Fleed, dove vive una
civiltà dalla tecnologia straordinariamente avanzata i cui
principi sono fondati sulla giustizia e la pace. Poco distante da
quest’ultima esiste invece un pianeta che ne rappresenta la
sua diretta antitesi: Vega. Il suo sovrano è uno spietato
tiranno accecato da sanguinosi ideali di conquista, che ambendo
al controllo dell’intera nebulosa, invade Fleed con il suo
esercito, massacrando senza pietà l’intera popolazione.
L’unico superstite è il Principe Duke Fleed, il quale,
salito a bordo del Goldrake, la sola arma del pianeta, fugge a gran
velocità: un interminabile viaggio che per un gioco del destino
lo condurrà sulla Terra, sulla cui superficie, ormai stremato,
effettuerà un atterraggio di fortuna.
Viene
trovato gravemente ferito e privo di sensi dal Dottor Procton, il
quale si occupa di medicarlo e di nascondere il suo veivolo in una
caverna situata presso il Centro di Ricerche Spaziali, edificio
dedito alla scoperta di nuove forme di vita nella galassia, da lui
stesso diretto. Il dottore, ascoltando attonito l’incredibile
storia del misterioso ragazzo piovuto dal cielo, decide di prendersi
cura di lui come fosse suo figlio. Il tempo passa ed Actarus, questo
è ora il suo nome da terrestre, trascorre una vita serena
lavorando nella fattoria “La Betulla Bianca”, dove ha
modo di conoscere diversi amici, tra cui Koji Kabuto (Alcor nella
serie), il pilota del Mazinga Z giunto al Centro di Ricerche come
esperto in ufologia. Nel frattempo la stella di Vega sta lentamente
morendo, così il suo imperatore, intravedendo nella Terra
una possibilità di rinascita del proprio regno, ordina ai
suoi uomini di installare una base segreta come punto di osservazione
sulla Luna. E’ l’alba di un nuovo incubo di morte e
distruzione, al quale solo il Goldrake potrà opporsi.
Straordinario
capitolo finale della trilogia cominciata con Mazinga Z, Atlas Ufo
Robot introduce nuovi elementi narrativi che rendono questa saga
un indiscusso capolavoro. Ispirandosi al boom degli UFO che imperversa
a metà degli anni 70 (il disco di Alcor è identico
a quello di una famosissima foto di un presunto UFO scattata dal
contattista Adamski), Go Nagai fa stavolta giungere il nemico dallo
spazio profondo a bordo di incrociatori interstellari.
Il
TFO di Alcor confrontato con la celebre foto dell'UFO di Adamski
Mai
come in questo anime è così chiaro l’orrore
della guerra e le irreparabili conseguenze che essa porta. Qui non
si combatte un folle scienziato o una stirpe demoniaca: questa è
una guerra fra popoli. Il cartone non viene accolto con eccessivo
entusiasmo in patria, sorte del tutto differente in Europa, in particolare
in Francia e in Italia, dove ottiene un successo senza precedenti
che consentirà all’Occidente di conoscere l’animazione
Giapponese. Il pubblico rimane letteralmente rapito da un simile
spettacolo di colori, dall’originalità della storia
e dalle musiche, da noi magistralmente composte da Luigi Albertelli
e Vince Tempera. L’adattamento italiano è impeccabile,
ma essendo Goldrake giunto da noi prima dei suoi predecessori, i
due Mazinga, non si tiene conto dei collegamenti con questi ultimi:
ecco quindi perché Koji Kabuto verrà chiamato erroneamente
Alcor. Grazie a Goldrake, il quale verrà riprodotto in qualsiasi
oggetto giocattolo o genere alimentare, il nostro paese scopre la
parola merchandising: è un autentico fenomeno di costume.
Ma un nemico ben più potente e letale di Vega riesce ad intaccare
la sua indistruttibile corazza: la CENSURA. Un comitato di genitori
e sociologi si oppone alla messa in onda nelle reti pubbliche di
questi cartoni animati, ritenuti troppo violenti e diseducativi,
così i robots spariscono dai palinsesti. Ma l’indipendenza
delle reti private consente a queste ultime di beffare i benpensanti
e acquistarne i diritti, così a tutt'oggi, a più di
vent'anni dalla loro comparsa, niente è riuscito ad affievolire
la magia ed il fascino che questi invincibili guerrieri riescono
a sprigionare.
GOLDRAKE
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